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I "Nostri" in Consiglio di Zona

              

Tina Ghilardi  Gianmarco Senna       Stefano Crippa

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Napolitano "incorniciato" in CdZ 7

Apr. 2012 - Non voglio richiamare per forza la celebre canzone di Giorgio Gaber, ma ormai da almeno vent'anni la Repubblica Italiana vive situazioni anomale per quanto riguarda la cosiddetta "pi᬴a carica dello Stato".

Da insignificante (o quasi) notaio istituzionale, a partire dai tempi di Cossiga fino, oggi, a Re Giorgio, le modalitࠤi esercizio delle funzioni presidenziali sono profondamente cambiate rispetto al periodo che va dalla fine della seconda guerra mondiale, quindi, dal momento dell'entrata in vigore della Costituzione italiana, fino alla nomina al Quirinale del "picconatore".

Di fatto, l'incidenza dei vari Scalfಯ, Ciampi, S.A.R. Napolitano nelle vicende politiche dello Stato italico 蠡ndata via via crescendo, finendo per riguardare anche gli aspetti esecutivi della politica, di regola spettanti al governo.

Diciamo pure che gli ultimi presidenti non si sono probabilmente mossi al di fuori della Costituzione scritta, della lettera del dettato normativo, ma certamente hanno ampiamente travalicato tutti i limiti della prassi preesistente, la cosiddetta costituzione materiale, quella cui si era comunque ispirata l'Assemblea costituente del 1948, tanto da generare senza ombra di dubbi quella precedente prassi medesima.

La nuova interpretazione del ruolo presidenziale data negli ultimi vent'anni ha profondamente stravolto i giࠍ precari equilibri fra i poteri dello Stato, un po' come se si fosse introdotto in un mazzo di carte bergamasche, milanesi o napoletane un jolly in grado di mettere di volta in volta, secondo la bisogna e le opportunitଠuna mano su un piatto della bilancia piuttosto che un altro, alterandone i risultati.

Al punto che oggi Re Giorgio pu࣯mportarsi da monarca, nominando un suo governo secondo i suoi personali indirizzi, pur paternalisticamente volti, nelle sue intenzioni, al bene dei sudditi.

Di fatto, siamo al di fuori di ogni logica teorica di democrazia, in quanto il ruolo del Parlamento, per la verit࠳empre peggio esercito dai politicanti, 蠍 ridotto a quello di esecutore di politiche eterodirette, coordinate da un soggetto che viene nominato una volta ogni sette anni da una casuale maggioranza.

E' perci͊ comprensibile che i fautori di tale abnorme assetto vogliano santificare l'immagine del "caro Presidente", piazzandola dappertutto, anche nei bagni, se del caso, cos젣ome 蠣erto che i fautori di una solida democrazia partecipativa, quale 蠍 quella autonomista e federale, vi si oppongano con vivacit஼/span>

Anche in una Zona di Milano e precisamente la Zona sette 蠍 stato votata una mozione per apporre l'immagine del Presidente della Repubblica anche se il Presidente stesso pare essere molto lontano dai veri problemi delle gente per bene e comune del nostro paese, della nostra cittଠdi chi lavora e di chi non sa come arrivare a fine mese.

Tutto qui, e non 蠰oco.(Ernestina Ghilardi - capogruppo Lega Nord - Consiglio di Zona 7)

 

 

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